Ospedali Covid o assistenza domiciliare, in Regione è polemica sulla risposta sanitaria

L’AQUILA – In Regione è polemica sulla risposta sanitaria all’emergenza Coronavirus, con l’assessore alla Salute Verì che annuncia un primo ritorno alla "normalità" delle cure tramite l’istituzione degli ospedali Covid, e il consigliere regionale di "Abruzzo in Comune" Sandro Mariani che critica l’approccio alla nuova ospedalizzazione, le spese per gli ospedali Covid e la carenza di cure assistenziali a domicilio.

 

L’ASSESSORE VERÌ.La rete di presidi ospedalieri dedicati al Covid che si sta delineando nella nostra regione, ci consente di iniziare a programmare un piano per la riapertura di tutti gli servizi sanitari, ripristinando l’assistenza che eravamo stati costretti a rimodulare per far fronte all’assistenza”. Lo sottolinea l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, commentando i progetti che stanno prendendo forma su tutti i territori. “Poter disporre – continua – di strutture esclusivamente dedicate ai pazienti Covid rappresenta davvero un punto di svolta e va nella direzione di quanto previsto dal piano di emergenza regionale, che indicava proprio questo percorso per una gestione della pandemia che garantisse la presa in carico e la cura dei pazienti contagiati dal virus e, allo stesso tempo, la prosecuzione di tutte le attività ordinarie in assoluta sicurezza”.

Ogni Asl ha dunque individuato una struttura, già di proprietà, da allestire o riconvertire per il Covid. La Asl di Teramo ha riconvertito in tempi brevissimi il presidio ospedaliero di Atri, che da settimane già accoglie i pazienti Covid, aumentando la dotazione di posti letto in terapia intensiva e aprendo anche alla sperimentazione di nuovi farmaci e terapie. Al San Liberatore sono attivi 79 posti letto, di cui 8 in rianimazione. A questi si aggiungono quelli attivati nel terzo lotto (ex Sanatorio) del "Mazzini"di Teramo: 37 in totale, di cui 17 di rianimazione. La Asl, per le opere di messa in sicurezza (creazione soprattutto di percorsi dedicati) e trasferimento, ha investito circa 500mila euro. 

Siamo ancora in piena emergenza – puntualizza l’assessore Verì – e anche se i numeri sembrano fornire qualche spiraglio di speranza, dobbiamo essere pronti ad affrontare qualunque scenario (anche il peggiore, che speriamo non si prospetti mai) in totale sicurezza ed efficienza. In queste settimane di crisi sanitaria, il nostro sistema regionale, troppo spesso criticato ingiustamente, ha dimostrato invece di essere in grado di far fronte a situazioni imprevedibili e di forte stress su strutture e operatori. A breve, con l’entrata in funzione di tutte le strutture dedicate, potremo gradualmente tornare a una sorta di normalità sanitaria negli altri presidi, ben sapendo però che con il Covid dovremo continuare a convivere ancora per lungo tempo”. 

 

IL CONSIGLIERE MARIANI. «Marsilio e Sospiri con un colpo di mano e senza discussione alcuna, decidono a tavolino le sorti della sanità abruzzese: 7 milioni di euro verranno affidati, con gara bandita tramite piattaforma il giorno di Pasquetta e con chiusura prevista per questa sera, per realizzare a Pescara un lotto dedicato all’emergenza. Il modello Veneto non ha insegnato nulla a chi governa l’Abruzzo: ad oggi non c’è un piano significativo di prevenzione e potenziamento  della medicina del territorio ma si spendono milioni per strategie che nulla hanno a che fare con il benessere dei cittadini».  È la critica del consigliere regionale di Campli Sandro mariani, che chiede invece il potenziamento delle cure domiciliari (modello Veneto) rispetto alle cure in ospedale (modello Lombardia). L’ospedale Covid a Pescara, per Mariani non è altro che il quarto lotto dell’esistente "Santo Spirito" con ulteriori 98 posti letto: «Occorreranno due mesi per portare a termine i lavori del nuovo edificio, in un Ospedale, quello pescarese, che è già centro di riferimento Covid 19 regionale ma che avendo in sé tutti gli altri reparti, non sarà mai centro esclusivamente dedicato e sicuro».

«Una scelta miope e avventata che non prende in considerazione  minimamente  lo scenario futuro e la riorganizzazione sanitaria sul territorio regionale. Si perde l’opportunità  di potenziare ospedali già completamente dedicati  al Covid, come quello di Atri, che nell’immediato, anche per la prossimità alle zone rosse, può essere punto di riferimento e vero Hub per l’emergenza e in futuro diventare centro d’eccellenza nell’ambito dell’infettivologia e della pneumatologia… Il centrodestra, ancora una volta, investe solo su una parte del territorio regionale, quello pescarese, mortificando aspettative e crescita delle altre province e conseguentemente di tutto l’Abruzzo».